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domenica 14 febbraio 2016

THE DRONES


Un gruppo d'avanguardia che riuscì a buttarsi nella mischia al momento giusto furono i Drones.
Manchester, 1974: con il nome di Rockslide, il ceppo iniziale della prima formazione proveniva dal ramo pub rock che, assieme al glam rock, conteneva il più alto grado di antagonismo che all'epoca si potesse trovare nei confronti di gruppi disco o dinosauri del rock e, nell'ottobre 1975, pubblicarono il singolo "Jump Bump Boogaloo/Roller Coaster"; appena un anno dopo però, Mike "M.J. Drone" Howells (voce, chitarra), Gary "Gus Gangrene" Callender (chitarra), Steve "Whispa" Cundall (basso) e Peter "Pete Purrfect" Howells (batteria), decisero di sconvolgere il loro destino trasferendosi a Londra e sposando la causa del movimento punk fin dagli albori, cambiando anche il loro nome.
Il loro primo concerto si verificò in quel del leggendario Roxy Club nel gennaio del '77 come spalla ai Vibrators e un bis ancora per quest'ultimi a febbraio, mentre nei concerti di marzo supportarono gli X-Ray Spex e i Chelsea; i concerti si moltiplicarono, tant'è che partirono durante l'anno per un tour britannico assieme agli Stranglers e furono inseriti in due importanti compilation come "Streets" e "Short Circuit: Live at The Electric Circus".


La prima pubblicazione non tarda ad arrivare e nel maggio dello stesso anno esce l'EP di quattro canzoni intitolato "Temptation Of A White Collar Worker" (O.H.M.S. Records) con il singolo "Lookalikes" ad aprire il lato A; in ottobre esce un nuovo singolo, "Just Wanna Be Myself" con b-side "Bone Idol (Valer Records), mentre il 6 dicembre registrarono una session per John Peel che precedette l'atteso primo album "Further Temptations" (Valer Records), che ancora oggi viene considerato come uno dei classici del punk'77.
Proprio quando tutti si aspettavano una consacrazione, cominciarono i problemi: il singolo "Be My Baby" che sarebbe dovuto uscire nel gennaio '78 non fu pubblicato (anche se nel '96 girarono delle copie contraffatte dello stesso) poichè, durante la stampa di sole 200 copie e con le copertine del disco lasciate in bianco, la Valer Records fallì.
La band riuscì comunque a correre ai ripari e trovò la collaborazione con la Fabulous Records per l'uscita del quarto singolo "Can't See", pubblicato nel marzo del 1980: in quel periodo arrivarono John Ellis alla chitarra e Riki Legair al basso, ma ciò non permise loro di avere continuità e il gruppo si sciolse verso la fine del 1982.

Noi ci fermiamo qua, la nostra "macchina del tempo" è già in partenza per un nuovo anno e una nuova città.
Tante tappe ci aspettano, sempre su e giù tra gli anni '76 e '83.
Stay Punk

domenica 24 gennaio 2016

THE LURKERS


Di sicuro tra i più importanti del Punk'77, i Lurkers sono stati il primo gruppo prodotto dalla Beggars Banquet Records.
Uxbridge (West London), 1976: la prima formazione venne ultimata molto velocemente, in tempo per il primissimo live (scelti tra dieci band candidate) nel dicembre dello stesso anno al Technical College della loro cittadina come spalla agli Screaming Lord Sutch e comprendeva Howard Wall alla voce, Nigel Moore al basso, Pete Stride alla chitarra e Pete "Manic Esso" Haynes alla batteria; Moore fu rimpiazzato quasi subito da Arturo Bassick e la line-up divenne quella che per molto tempo fans e addetti ai lavori ricordano, nonchè la leggendaria che assieme a band come Eater, Buzzcocks, Slaughter and The Dogs e Jam infuocò i live dei primi mesi del '77 al Roxy Club.
Ecco che entra in scena la Beggars Banquet Records che produce il loro primo singolo "Shadow" nel luglio 1977, votato da John Peel come dodicesima miglior canzone del "1977's Festive Fifty" (le 50 canzoni punk, rock e raggae più interessanti  dell'anno) dietro ad "Holidays In The Sun" dei Sex Pistols e ben due lunghezze davanti a "Pigs" dei Pink Floyd, mentre la b-side "Love Story" arrivò trentunesima.


Dopo l'uscita del secondo singolo "Freak Show" (Beggars Banquet Records) nell'ottobre del '77, Bassick lasciò la band per formare i Pinpoint e al suo posto venne reclutato Kym Bradshow dai Saints che a sua volta abbandonò i Lurkers prima di registrare il singolo successivo "Ain't Got A Clue" (Beggars Banquet Records) che uscì nel maggio '78, sostituito da Nigel Moore che tornò e riprese il ruolo di bassista; il mese successivo fu pubblicato il primo album "Fulham Fallout" (Beggars Banquet Records), comprendente canzoni come "Streets" e "I'm On Heat" che furono inserite in tante compilation dell'epoca.
Nell'aprile del 1979 uscì il loro secondo album "God's Lonely Men" (Beggars Banquet Records), che però non entusiasmò molto e vendette pochissimo: dopo un cambiamento di gusti musicali tra i membri della band e dopo che la loro etichetta discografica si focalizzò sempre più sulla carriera solista di Gary Numan, il gruppo si sciolse nel 1980; due anni dopo, Pete Stride rifondò la band e trovò un accordo discografico con la Clay Records, che già lavorava con band del calibro di GBH e Discharge, con la quale realizzarono il terzo album nel luglio 1983 chiamato "This Dirty Town", per poi sciogliersi nuovamente l'anno seguente, quando il cantante Mark Fincham decise di andare a lavorare in un drag club di Berlino.

E noi ci fermiamo qua, la nostra "macchina del tempo" è già in partenza per una nuova città e un nuovo anno, una successiva puntata è già il "presente", sempre su e giù tra gli anni '76 e '83.
Stay Punk!

mercoledì 13 gennaio 2016

X-RAY SPEX


Una delle band all'interno del calderone punk che non faceva uso solo della triade strumentale chitarra-basso-batteria, essendo tra i primi ad inserire uno strumento a fiato (il sax), sono stati gli X-Ray Spex.
Londra, 1976: l'energica Marion Joan Elliot-Said, cantante con metà origini inglesi e metà somale, in arte Poly-Styrene, mosse il primo passo discografico col nome Mari Elliot attraverso il singolo raggae "Silly Billy", uscito per la GTO Records, ma il progetto non ebbe seguito per lo scarso numero di copie vendute e perchè il disco non entrò mai in classifica; amica di vecchia data di Johnny Rotten, si avvicinò al punk molto presto e decise di buttarsi nella mischia creando anch'essa una band, ma con uno stile ancora più originale: infatti, oltre al chitarrista Jak Airport, al bassista Paul Dean e al batterista Paul "B.P." Hurding, il gruppo comprendeva anche la sassofonista Lora Logic che impresse alle canzoni un sound inconfondibile.
Il primo concerto avvenne nel marzo '76 al Roxy Club assieme ai Chelsea e ai Drones e il mese successivo suonarono ancora sullo stesso palco con Buzzcocks, Wire e Johnny Moped.
L'interesse nei loro confronti da parte delle etichette discografiche arrivò dopo il concerto al pub "The Man In The Moon" in Kings Road e a metterli sotto contratto fu la Virgin Records che produsse il loro primo singolo "Oh Bondage, Up Yours!" nel settembre 1977; in seguito la band licenziò Lora Logic perchè non riusciva a reggere tutta la tracklist sopratutto in tour e la sostituì con Rudi Thompson.


Il 1978 iniziò nei migliori dei modi: in febbraio Poly-Styrene registrò due session per John Peel alla BBC Radio One; non passò molto tempo e la band riuscì ad assicurarsi un nuovo contratto discografico, stavolta con la EMI: con questa etichetta, nel marzo 1978 pubblicarono il secondo singolo "The Day The World Turned Day-Glo" seguito da altri due, "Identity" a luglio e "Germfree Adolescents" ad ottobre che precedettero il primo album omonimo all'ultima canzone citata, uscito a novembre dello stesso anno e che raggiunse la trentesima posizione nelle classifiche britanniche.
Nell'aprile 1979 ci fu un'ultima uscita discografica con "Higly Inflammable" (EMI Records) prima che Poly-Styrene decidesse di uscire dal gruppo (nuovamente assieme solo nel film-rockumentario "D.O.A." del 1980 diretto da Lech Kovalski) per tentare la carriera solista con l'album "Translucense" e gli X-Ray Spex si sciolsero; nello stesso periodo, la cantante aderì al movimento di Hare Krishna denominato I.S.K.C.O.N. (International Society for Krishna Consciousness), al quale prese parte anche Lora Logic.

E anche noi ci fermiamo qua, la nostra "macchina del tempo" è già in partenza per una nuova città e un nuovo anno, una successiva puntata è già il "presente", sempre su e giù tra gli anni '76 e '83.
Stay Punk!

domenica 20 dicembre 2015

THE DAMNED


Il primo ceppo della band che si chiamerà The Damned risale a ben prima del 1976 e ne consegue un vero e proprio albero genealogico del punk inglese: ma ora andiamo indietro nel tempo di sei anni.
Londra, 1970: Paul Halford propone ai fratelli Phil e Ray Burns (futuro Capitain Sensible), rispettivamente all'organo e al pianoforte, di far parte del suo interessante progetto, i Black Witch Climax Blues, ai quali si aggregarono anche due chitarristi, Dave Berk e Fred Mills; appena un anno dopo decidono di cambiare il nome in Genetic Breakdown e Ray abbandona il pianoforte per la chitarra elettrica; nel 1974 Paul decide di chiamarsi Johnny Moped e cambiano nuovamente il nome della band prima in Five Arrogant Superstars e poi in Assault and Buggery: il fratello di Ray, Phil Burns, è il primo che esce dal gruppo; intanto nel Sussex il chitarrista Brian Robertson (poi chiamatosi Brian James) e i suoi Bastards seminano e raccolgono consensi anche in Belgio.
Il 1975 è un anno importante: Ray Burns, Dave Berk e Fred Mills escono dagli Assault and Buggery per formare i Commercial Band (Johnny Moped pareva inizialmente li volesse seguire); il batterista Chris Millar (che diverrà Rat Scabies) dapprima si unisce ai Rot e poi dopo il loro scioglimento passa ai London SS di Mick Jones e Tony James assieme a Brian Robertson, anch'esso terminata l'avventura con la sua band: la scintilla non scatta e i due decidono di suonare nei Subterraneans del futuro giornalista Nick Kent che a breve si congederà dalla musica attiva e il gruppo arriverà al capolinea.
Nel 1976 Brian contatta Chris e gli comunica che serve un batterista per la sua nuova band, gli ormai ex Masters Of The Backsides, dove lo ha raggiunto Ray Burns e che con l'uscita di scena di Chrissie Hynde (che formerà i Pretenders) hanno trovato un cantante tramite audizione, David Lett, dopo che Sid Vicious non si presentò all'appuntamento: nascono artisticamente Brian James, Rat Scabies, Capitain Sensible e Dave Vanian; il movimento punk stava per esplodere, gli Swankers diventarono Sex Pistols e Vivienne Westwood (moglie del manager Malcolm McLaren) regalò a Brian un foglio con una lista di nomi che avevano scartato e lui non ci pensò due volte, scelse "The Damned", era perfetto!


Nel giugno 1976 fecero il loro primo concerto di spalla ai Sex Pistols e dopo poche date arrivarono a suonare anche in Francia (Mont de Marsan) per il primo European Punk Rock Festival: da quel momento diventarono la band da records tra quelle britanniche (precedendo pure i Sex Pistols), i primi a firmare con un'etichetta indipendente (Stiff Records), i primi a pubblicare un singolo ("New Rose", 1976), i primi a pubblicare un album ("Damned Damned Damned", 1977) e  i primi a suonare in tour negli Stati Uniti; qualche mese dopo arrivò come secondo chitarrista Lu Edmonds e per la produzione del secondo album "Music For Pleasure" chiamarono Nick Mason dei Pink Floyd ma l'album non andò per niente bene: vengono licenziati dalla Stiff Records, Rat Scabies e Brian James lasciano la band (quest'ultimo fonda i Lords Of The New Church con Stiv Bators, ex Dead Boys) e gli altri più Algy Ward (al basso, Capitain Sensible passò alla chitarra) e Jon Moss (batteria) continuano a suonare con vari nomi quali Dimmed, Doomed e MotorDamned assieme a Lemmy dei Motorhead.
Nel 1979 la band torna a suonare come Damned e dopo qualche singolo prodotto sforna un album garage-punk dal nome "Machine Gun Etiquette" (Chiswick Records) che sia critica che fans accolgono con entusiasmo, visto che tutti pensavano che ormai avessero fatto il loro tempo: questa ventata di ottimismo porta alla produzione di due successivi full lenght, "The Black Album" del 1980 (Chiswick Records) dove la band comincia la virata verso il gothic punk e "Strawberries" dell'82 (Bronze Records) con Paul Gray al posto di Algy Ward e l'arrivo di Roman Jugg alle tastiere, seguiti da una serie di singoli autoprodotti.

E noi ci fermiamo qua, la nostra "macchina del tempo" è già in partenza, una nuova tappa è già il "presente", sempre tra gli anni '76 e '83.
Stay Punk!

lunedì 14 dicembre 2015

DAVE GOODMAN AND FRIENDS


Oggi, come secondo appuntamento con la rubrica periodica che approfondisce le esperienze delle band che agli albori del punk'77 si sono spente quasi subito o sono passate successivamente ad altri generi, vi parlerò del progetto Dave Goodman and Friends.
Londra, 1978: dopo aver prodotto tre demo e quattro singoli dei Sex Pistols e aver fatto da service-audio man nei live di Johnny Rotten e soci, Dave Goodman si butta in un'esperienza musicale da protagonista formando i Dave Goodman and Friends.
L'unico disco prodotto è il singolo "Justifiable Homicide" assieme alla b-side strumentale "Take Down Your Fences" per The Label Records: la canzone parla dell'omicidio di Liddle Towers, elettricista e allenatore amatoriale di pugilato morto il 9 febbraio 1976 all'ospedale della contea di Durham in circostanze misteriose dopo un fermo di polizia nella notte tra il 15 e il 16 gennaio a Birtley.


Alle canzoni hanno collaborato Paul Cook (batteria) e Steve Jones (chitarra) dei Sex Pistols più Ian Woodcock degli Eater al basso e all'altra chitarra Ben Bierley dei Front (e successivamente nei Vibrators): il risultato è una bella pubblicazione che nella struttura della canzone del lato A suona molto Sex Pistols con frasi taglienti come "they put him in a cell, in hell..." (lo misero in cella, all'inferno),  mentre la b-side ha una produzione che può ricordare lo stile di qualche pezzo all'interno di Quadrophenia degli Who.
Un anno dopo Dave produsse uno scam-project chiamato Ex Pistols: l'intento era di mettere in giro canzoni come "Schools Are Prisons" e "Revolution In The Classroom" spacciandole per pezzi rari dei Sex Pistols, tant'è che la "truffa" continuò fino a tempi recenti con l'avvento di Youtube nei confronti della stragrande maggioranza di persone che le sentirono.

Noi ci fermiamo qua, la nostra "macchina del tempo" è nuovamente in partenza e una nuova tappa del nostro viaggio tra gli anni '76 e '83 è già il "presente".
Stay Punk!

giovedì 10 dicembre 2015

THE OUTCASTS


Nuova tappa e nuovo luogo, oggi ci troviamo in Irlanda del Nord per parlare degli Outcasts.
Belfast, 1977: i tre fratelli Cowan, Greg (bassista), Colin (batterista) e Martin (chitarra ritmica) assieme al cantante Blair Hamilton e al chitarrista solista Colin "Getty" Getgood, fecero parte della primissima formazione della band: Blair se ne andò quasi subito e Greg diventò il cantante; il nome Outcasts fu suggerito da Greg e rappresentava il curioso fatto di essere stati banditi da ben cinque clubs in una settimana!
Il primo concerto fu nel maggio del '77 e presentarono una tracklist con canzoni inedite e covers di varie band del periodo come Sex Pistols, Ramones, Clash e Damned; dopo aver calcato diversi palchi ed aver supportato band più avviate, arriva il loro contratto pronto dalla "It Records" con la quale pubblicano il primo singolo "Frustration" nel maggio del 1978; il singolo successivo "Just Another Teenage Rebel", con i suoi poster in vari colori, venne prodotto dalla "Good Vibrations" Records nel novembre '78 e comincia a catturare l'attenzione di tanti punk rockers e dello speaker radiofonico John Peel; nei primi mesi del 1979 uscì una nuova tiratura del disco ma stavolta con una copertina diversa.
Il 1979 fu ricco anche di altre pubblicazioni, a cominciare dal singolo all'interno di "Battle Of The Bands" (Good Vibrations Records), uno split che comprendeva anche Rudi (altra band di Belfast), Spider e The Idiots, per poi proseguire con il singolo omonimo e apripista dell'album "Self Conscious Over You" (Good Vibrations Records) registrato in cinque giorni nell'aprile 1979 ai Wizard Studios (Belfast) ed uscito tre mesi più tardi, con l'aggiunta di un sax in tre tracce: sfortunatamente poco tempo dopo la realizzazione, Greg ebbe un incidente e rimase ingessato per parecchio tempo, così al basso venne chiamato Gordy Blair dei Rudi ed arrivò anche Raymond Falls alla batteria perchè, secondo Greg, Colin non era abbastanza in grado di suonarla.


Causa casini vari commessi dalla band in giro per i club, la Good Vibrations Records decise di licenziarli: il gruppo non si perse d'animo e fondò la GBH Records con la quale pubblicarono il singolo "Magnum Force" e grazie anche ad esso guadagnarono una "Peel Session" in onda sulla BBC Radio One; nel 1981 cambiarono il nome della loro etichetta discografica in "Outcasts Only Records" e rilasciarono lo stesso anno l'EP "Programme Love" che comprende anche la mitica song "Mania", mentre nel 1982 uscì "Angel Face", cover della band glam rock The Glitter Band di Gary Glitter, con la quale si piazzarono al 21esimo posto delle classifiche indipendenti britanniche.
Durante il 1982 una tragedia colpì la band: Colin, uno dei cofondatori e per lungo tempo vera anima della band, morì in un incidente stradale; a Colin fu dedicato un concerto dal nome "Thank You" all'Harp Bar.
Nel 1983 uscì un'altra "Peel Sessions" contenuta in "Blood and Thunder" con il promo video di "Winter" ad anticiparne la pubblicazione.

E noi ci fermiamo qua, la nostra "macchina del tempo" è nuovamente in partenza ed una nuova tappa è già il "presente", sempre a bordo di questo nostro viaggio tra gli anni '76 e '83.
Stay Punk!

domenica 6 dicembre 2015

EATER


Una delle primissime band Punk'77 furono senz'altro gli Eater che presero il nome dal verso "the eater of cars" della canzone "Suneye" dei T. Rex, contenuta nell'album omonimo del 1970.
Nord di Londra, 1976: Ashruf Radwan, cantante anglo-egiziano e i suoi amici e compagni di liceo, Brian Haddock (chitarrista), Roger Bullen (batterista) e Ian Woodcock (bassista) sono fortemente influenzati dal garage-rock di ispirazione proto-punk di fine anni '60; i primi tre decisero di cambiarsi i nomi in Andy Blade, Brian Chevette e Dee Generate e tutto ebbe inizio.
Il primo concerto degli Eater nel novembre 1976 ebbe luogo a Manchester e vennero supportati dai Buzzcocks: il loro repertorio iniziale comprendeva in larga maggioranza cover velocizzate dei loro artisti preferiti come i già citati T. Rex (famosa la loro versione di "Jeepster"), David Bowie e Velvet Underground.
Il secondo concerto della band fu al Roxy Club di Londra nel febbraio del '77 e probabilmente furono uno dei primissimi gruppi intesi come punk che ci suonarono e che diedero luogo alla lunga carrellata di band della magica prima ondata che ci misero piede, come i Damned, i Johnny Moped, i Lurkers e gli Sham 69 che li supportarono nei primi concerti; nel frattempo Dee Generate lasciò la band e fu sostituito da Phil Rowland.
Lo stesso mese ci fu la firma con una piccola etichetta indipendente chiamata "The Label", con la quale pubblicarono tutti i loro dischi: durante l'anno uscirono i singoli "Outside View", "Thinking Of The U.S.A." e "Lock It Up" e l'unico album, chiamato semplicemente "The Album".


Gli Eater ebbero davvero tanti estimatori, primo fra tutti Marc Bolan dei T.Rex, che decise in prima persona di organizzare i primissimi concerti punk sparsi per il Regno Unito.
Oltre ad essere inseriti nella compilation "Live at the Roxy WC2", nel 1978 furono inclusi anche nel film-documentario di Don Letts "Punk Rock Movie"; sempre nel '78 uscìrono l'EP "Get Your Yo-Yo's Out" e il singolo "What She Wants She Needs" dopodichè, l'anno successivo, la band si sciolse.
Durante i primi anni '80 Andy Blade ebbe l'occasione di dividere l'appartamento con Billy Duffy che da li a poco avrebbe formato i Cult, ma sfortunatamente solo Billy esplose professionalmente mentre la carriera solista di Andy non ebbe modo neanche di decollare.

Noi ci fermiamo qua, la nostra "macchina del tempo" è già in partenza per un nuovo anno e una nuova città.
Tante tappe ci aspettano, sempre su e giù tra gli anni '76 e '83.
Stay Punk

venerdì 4 dicembre 2015

COCKNEY REJECTS


I Cockney Rejects sono stati determinanti per la nascita del filone street punk che prese il nome di "Oi!"dalla loro canzone "Oi!Oi!Oi!" del 1980. Ma torniamo indietro di un paio di anni.
Londra, quartiere East End, 1978: i fratelli Jeff (detto anche "Stinky" Turner) e Mick Geggus, rispettivamente cantante e chitarrista, il loro fratellastro Chris Murrel al basso e Paul Harvey alla batteria, gettarono le basi per formare una delle band tra le più importanti tra il limbo del dopo '77 e la scena UK82.
Meno di un anno dopo arrivarono il bassista Vince Riordan ed il batterista Andy "Atlas" Scott a sostituire Murrel e Harvey e nei primi mesi del '79 uscì il primo Ep "Flares 'N Slippers" per la Small Wonder Records, mentre nel settembre dello stesso anno firmano per la EMI rilasciando il secondo e terzo EP, "I'm Not Fool" e "Bad Man".


Nel 1980 ci fu un cambio di batteristi: arrivanono prima Nigel Woolf e poi Keith Warrington e la band pubblicò in un breve lasso di tempo il primo e secondo album, "Greatest Hits Vol.1" e "GreatestHits Vol. 2" (EMI Records), quasi fossero consapevoli che avrebbero avuto un enorme successo; nei due album si trovano potentissimi inni, quali "West Side Boys", "East End", la già citata "Oi!Oi!Oi!", "Urban Guerrilla", "War On The Terraces" e la cover dell'inno dello West Ham United "I'm Forever Blowing Bubbles", canzone che presentarono a "Top Of The Pops" e per la quale ebbero seri problemi di proseguo artistico a causa delle minacce e percosse subite da parte dei 200 hooligans della tifoseria del Birmingham City accorsi a sostenere i Kidz Next Door di Robbie Pursey (fratello di Jimmy degli Sham 69), contro i quali Jeff e Mick, entrambi campioni di pugilato a livello amatoriale, tornarono a vendicarsi a suon di risse finite a coltellate e per le quali furono assolti dalle accuse: Mick finì pure all'ospedale e dovette scappare dalla finestra per evitare un bel numero di ultras incazzati che lo stavano aspettando.
I concerti erano ormai a rischio e terminavano sempre in rissa per presenza di tifoserie avverse agli "Hammers" (così vengono chiamati i giocatori del West Ham) con intenzioni poco rassicuranti, ma la band nel 1981 fece uscire altri due album, "Greatest Hits Vol.3" (EMI records) e "The Power And The Glory" (Zonophone Recors), prima di passare a sonorità dalle influenze più hard rock con "The Wild Ones" (A.K.A. records) ed interrompere per parecchio tempo l'attività live.

E noi ci fermiamo qua, ma per la prossima tappa saremo ancora a Londra.
Un nuovo viaggio è già il "presente", sempre in giro nel Regno Unito e sempre tra gli anni '76 e '83.
Stay Punk!

martedì 24 novembre 2015

JOHNNY MOPED


Parte oggi la rubrica periodica che circa una volta alla settimana si occuperà degli artisti poco conosciuti che appartenettero al primissimo panorama punk e che sono poi scomparsi definitivamente o per molto tempo.
Abbiamo deciso di iniziare con una delle band pioniere del punk britannico, i Johnny Moped, il quale ceppo germinale è lo stesso dei Damned (ma di questo parleremo nella puntata dedicata ai "dannati").
Croydon, sud di Londra, 1974: Paul Halford (cantante), dopo aver suonato per quattro anni con Ray Burns (chitarrista, il futuro Capitain Sensible), cambia nome in Johnny Moped e gli propone di formare una nuova band dal nome Johnny Moped and the Five Arrogant Superstars; Ray uscirà poi dal gruppo tre mesi dopo e il nome del progetto varierà ancora due volte in Assault and Buggery e Commercial Band, prima di chiamarsi definitivamente Johnny Moped nel 1975.
Nel frattempo, oltre al nuovo chitarrista Slimey Toad presentato alla band da Ray Burns stesso, arrivò circa un anno dopo anche Fred Berk al basso, fratello dal già confermato Dave alla batteria.
Già dall'inizio del '77, la nuova formazione cominciò a farsi notare al Roxy Club di Londra come supporto a varie band come Eater, Adverts, Damned e Slaughter and the Dogs e fu anche inserita, con il brano "Hard Lovin' Man", nella compilation della Harvest Records "Live at The Roxy WC2" assieme ad altre band.


La Chiswick Records fu colpita dal loro carisma e dall'impatto scenico e musicale e alla fine del 1977 produsse il loro single "No One" (Incendiary Device come B-side) e nel maggio '78 fu la volta del primo album "Cycledelic", rimanendo parecchio tempo nelle classifiche indipendenti britanniche con il singolo "Darling, Let's Have Another Baby"; nel secondo singolo estratto "Little Quennie", una cover di Chuck Berry, Ray Burns torna a collaborare con la band ma per breve tempo, poichè proprio quando la canzone comincia ad essere praticamente canticchiata in ogni angolo del Paese, il gruppo si sciolse.
I Johnny Moped, che inizialmente definivano il loro sound "heavy R&B", influenzarono molti musicisti che poi andarono a formare band quali Alternative TV, Undertones, Exploited e Lurkers, nonchè la band olandese Loveslug e i newyorkesi The Templars, rimanendo tra i pensieri di chi li conobbe come misteriosi e tanto veloci a divenire popolari quanto a scomparire.
Nel 2015 la band ha ripreso la propria attività live.

Noi ci fermiamo qua, la nostra "macchina del tempo" è già in partenza per una nuova città e un nuovo anno, una successiva puntata è già il "presente", sempre su e giù tra gli anni '76 e '83.
Stay Punk!

mercoledì 18 novembre 2015

SEX PISTOLS


I Sex Pistols non hanno bisogno di presentazioni ma era doveroso includerli per l'importanza che hanno avuto per l'esplosione del Punk britannico nel '77.
Londra, 1972: due giovanissimi Steve Jones (voce) e Paul Cock (batteria) ed un loro amico, Warwick "Wally" Nightingale (chitarra), formano gli Strand e suonano covers degli Who e degli Small Faces; tre anni più tardi dopo vari cambi in organico e con l'inserimento del saltuario bassista Del Noones, Steve, tra un furto e l'altro nel negozio-boutique "Sex" di Malcolm McLaren e di sua moglie Vivienne Westwood, cercò di convincere l'eccentrico impresario a far da manager alla sua band dopo aver notato i numerosi contatti che aveva; McLaren accettò, sostituendo subito l'inaffidabile Noones con il suo commesso Glen Matlock e dando il benservito anche a Nightingale che aveva creato tensioni con Jones.
Servivano un nome d'impatto e un cantante, poichè Steve, dopo aver imparato a suonare la chitarra, non riusciva a cantare contemporaneamente: dopo l'iniziale scelta ricaduta su QT Jones & his Sex Pistols,si optò solo per "Sex Pistols", mentre il cantante non dovettero manco cercarlo: McLaren si ricordò di quel ragazzino con un look appariscente e della sua versione apocalittica di "Eighteen" di Alice Cooper cantata davanti al juke-box del suo negozio, colui che poi divenne Johnny Rotten!
Attraverso varie trovate pubblicitarie e oltraggi di ogni genere, McLaren riuscì ad elevare la popolarità della band: dall'apparizione TV terminata dopo pochi minuti (Steve Jones diede dello stronzo ubriacone a Bill Grundy), al licenziamento strappato con un ricco compenso da parte della E.M.I. dopo solo un singolo prodotto, "Anarchy In The U.K.", fino alla crociera sul Tamigi a bordo di un battello sulle note di "God Save The Queen" contro il Giubileo della Regina che valse un primo posto (boicottato) dalle classifiche ufficiali britanniche. Erano diventati nemico pubblico numero 1!


Siamo ormai nel '77 e quell'anno vide l'uscita anche dell'album "Never Mind The Bollocks - Here's The Sex Pistols": l'ambizione di McLaren non aveva limiti e propose alla band di licenziare Glen Matlock, optando per un amico d'infanzia di Johnny, Sid Vicious; da quel momento gli eccessi si moltiplicarono e anche il lucrare di McLaren alle spalle del povero Sid, immerso nell'abuso di droghe a causa della sua ragazza Nancy Spungen.
Dopo il tour statunitense la band si sciolse nel '78: McLaren diede due biglietti a Jones e Cook direzione Rio de Janeiro per incidere un paio di singoli a nome Sex Pistols con Ronnie "The Big Train Robber" Biggs senza includere Johnny e per la preparazione di un film documentario dove McLaren glorificava se stesso facendo apparire la band come delle marionette e Rotten, dopo averlo saputo, lasciò la band il giorno dopo; come è noto, Sid fu accusato per la morte di Nancy, senza prove reali sulla sua colpevolezza e poco dopo uscito dal carcere, il 2 febbraio 1979, si iniettò nelle vene una dose letale di eroina e morì per overdose.
Il resto è leggenda.

E noi stiamo già ripartendo per una nuova tappa, direzione Edimburgo. Tante destinazioni ci aspettano, sempre su e giù tra gli anni '76 e '83.
Stay Punk!

venerdì 13 novembre 2015

THE RUTS

Sarebbe scontato cominciare questo viaggio tra i meandri del Punk britannico con una delle band che contribuirono ad accendere la miccia per l'esplosione del Movimento del Punk'77.
Ed ecco dunque i Ruts, uno dei gruppi più importanti tra quelli che emersero nella seconda ondata di fine anni '70, come testimonianza che non tutto era morto con lo scioglimento dei Sex Pistols o con il cambiamento stilistico dei Clash.
Londra, agosto '77: Dave Ruffy, inizialmente bassista e Paul Fox, chitarrista, suonavano assieme a Paul Mattock (batterista) in un gruppo pub-rock chiamato Hit & Run; come cantante reclutarono un loro amico appassionato di jazz, Malcolm Owen, conosciuto al "Deeply Vale Free Festival" e gli dissero di presentarsi alle prove senza sapere se fosse adatto a cantare!
Nel frattempo Paul Mattock, troppo innamorato della musica soul, lasciò la band e con l'arrivo al basso di un roadie degli Hit & Run, John "Segs" Jennings, Dave Ruffy si spostò alla batteria: la primissima line-up era completa.


Ora serviva un nuovo nome e, dopo aver rinunciato a chiamare il gruppo Malcolm and The Skulking Loafers, optarono per il più corto The Ruts.
Dichiaratamente antirazzisti e antifascisti (la canzone Jah War denuncia le violenze perpetrate nell'aprile '79 da parte del gruppo speciale della Polizia Metropolitana), la loro aggressività punk si fondeva spesso con influenze raggae, ma senza perdere originalità.
Il primo singolo pubblicato fu "In A Rut", fuori tempo massimo nel gennaio '79, ne seguì un secondo nel giugno dello stesso anno, "Babylon's Burining", che entrò nella Top 10 (7° posto) e due mesi più tardi rilasciarono il primo album chiamato "The Crack".
Il 14 luglio del 1980 è una data tristemente importante: Owen morì e la band, per rispetto suo e di altri musicisti che non suonarono più con loro, cambiò nome in Ruts D.C. ( il significato di D.C. è tutto italiano, come spiegò poi la band stessa, ed è preso dalla frase "da capo").

Noi ci fermiamo qua, la nostra "macchina del tempo" è già in partenza per una nuova città e un nuovo anno, una successiva puntata è già il "presente", sempre su e giù tra gli anni '76 e '83.
Stay Punk!

mercoledì 11 novembre 2015

Il blog di OLD BRITISH PUNK '76-'83.

Dopo la fortunata omonima rubrica del 2011 sta per tornare "OLD BRITISH PUNK '76-'83".
Abbiamo un obiettivo: condividere con i nostalgici e contribuire a far conoscere alle nuove generazioni ciò che fu il punk britannico nella prima ondata di fine anni '70 e all'inizio degli '80, quando risorse in diversi sottogeneri, attraverso tantissime band.
Speriamo davvero di stimolare anche i più giovani a mettere su una band in puro stile Punk'77 o UK82, con lo stesso entusiasmo col quale assieme a fratelli maggiori, padri o zii decideranno di seguire questo blog.